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Riparazione primaria della plesso
Vi sono due tipi di chirurgia diversi che
possono essere attuati. La "chirurgia primaria" si propone di esplorare
il plesso brachiale, valutarne le lesioni e procedere quindi alla sua
riparazione (solitamente con innesti nervosi). Vi sono quindi differenti
tipi di interventi cosiddetti "secondari" che potrebbero rendersi
necessari in epoche successive.
"Chirurgia primaria "
Questo intervento viene praticato all'età
di 3 mesi o poco dopo. E' comunque possibile procedere all'operazione
anche più tardivamente, e questo può avvenire se il bambino viene
visitato tardivamente; è tuttavia necessario sapere che nei bambini più
grandi la qualità del recupero è inferiore.
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L'operazione è condotta in anestesia generale. La sede
dell'incisione viene infiltrata con anestetico locale miscelato ad
una certa quota di adrenalina (1/1000= allo scopo di ridurre il
sanguinamento). Nella nostra esperienza, comprendente più di 1000
casi operati, non è mai stato necessario ricorrere a trasfusioni di
sangue. |
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L'incisione cutanea viene praticata al di sopra della clavicola per
avere accesso alle lesioni delle radici superiori (C5, C6, C7) o al
di sopra e al di sotto della clavicola in caso di lesioni totali del
plesso. |
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Nei casi
di lesione totale, noi pensiamo che sia mandatorio procedere ad una
osteotomia della clavicola, consentendo questo gesto una miglior
valutazione della lesione e una diminuzione del rischio durante
l'accesso alle radici inferiori. Ultimata la riparazione nervosa, la
clavicola viene sintetizzata, la sua guarigione avverrà circa due
settimane dopo. |
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Quando il plesso è stato esposto e la
lesione è stata determinata, solo raramente è possibile eseguire una
riparazione mediante sutura diretta, solitamente infatti è
necessario ricorrere all'utilizzo di innesti nervosi. Come innesti
nervosi vengono comunemente usati i nervi surali. Questi vengono
prelevati mediante due incisioni rettilinee praticate a livello del
polpaccio. I nervi surali sono di dimensioni assai ridotte ed
estremamente fragili, il loro prelievo richiede pertanto un'ampia
esposizione al fine di garantire un prelievo senza danni. Il
prelievo di questi nervi non reca alcun danno significativo a
livello della gamba. Immediatamente dopo aver prelevato il nervo, si
provoca una perdita di sensibilità a carico della parte laterale del
piede; l'area insensibile tende tuttavia a diminuire con il tempo.
Una volta prelevato il nervo si
procede al confezionamento degli innesti. Gli innesti vengono
preparati precisamente a seconda della lunghezza necessaria, vengono
quindi incollati insieme utilizzando della colla biologica.
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L'innesto,
così preparato, viene quindi inserito a colmare la perdita di
sostanza e le sue estremità vengono incollate; questa procedura
viene eseguita al microscopio operatorio. Negli ultimi 15 anni solo
eccezionalmente abbiamo utilizzato punti di sutura per stabilizzare
l'innesto nervoso, servendoci solo della colla di fibrina. In alcuni
casi, quando più radici sono avulse dal midollo spinale, si potrebbe
rendere necessario il prelievo di altri nervi, da altri siti
donatori sia in sede locale (intraplessica), sia da altri distretti
corporei mediante ulteriori incisioni (extraplessica). Molte sedi
possono essere utilizzate a questo scopo: il nervo accessorio
spinale, nervi provenienti dal plesso cervicale, nervi intercostali,
nervi prelevati dal plesso controlaterale. Dopo la riparazione, la
clavicola viene sintetizzata e la pelle suturata. In media, la
durata dell'intervento può variare da 45 min a 2 ore in relazione
all'estensione della lesione e alla complessità del singolo caso.
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Al termine dell'operazione il bambino
viene immobilizzato in uno splint (o tutore) che mantenga in
posizione la testa ed il torace per un periodo di 3 settimane.
Questo per evitare possibili tensioni a livello dei nervi riparati.
Dopo 4 giorni i genitori vengono istruiti su come rimuovere il
tutore senza rischi al fine di cambiare la medicazione e per
l'igiene del bambino. Le suture cutanee al collo e alle gambe non
dovranno essere rimosse, grazie all'utilizzo di fili riassorbibili.
Dopo 3 settimane lo splint viene rimosso, permettendo così la
ripresa del programma riabilitativo. La fisioterapia non è in grado
di condizionare la rigenerazione nervosa, ma rende il processo di
guarigione più efficace mantenendo le articolazioni mobili e
stimolando la percezione del bambino nei confronti dell'arto malato.
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Nei nostri Centri, i bambini vengono
rivisti ogni 3 mesi per i primi due anni, quindi ogni 6 mesi tra i due e
i 5 anni, infine una volta all'anno fino al termine della crescita. E'
fondamentale che il chirurgo che ha seguito il bambino dalla diagnosi
all'intervento, lo segua per tutto il periodo della crescita. Se il
bambino riesce ad individuare nel chirurgo il suo unico referente,
questo permetterà l'instaurarsi di una stretta collaborazione
medico-paziente. Questa relazione diventerà fondamentale durante gli
anni dell'adolescenza quando si possono cioè evidenziare problemi
funzionali, estetici e psicologici. In questa fase i pazienti
necessitano di un rapporto confidenziale per poter esporre liberamente i
propri disagi.
Cosa ci si può aspettare dalla
chirurgia primaria?
E' difficile rispondere a questa domanda,
in quanto i risultati chirurgici si stabilizzano solo al termine della
crescita o per lo meno tra i 4 e gli 8 anni dopo l'intervento. A questo
si aggiunga che, attualmente, solo pochi reparti possono contare su
risultati a lungo termine.
Il risultato finale dipende tuttavia da un
insieme di fattori tra cui tutti i gesti chirurgici praticati, i lunghi
sforzi compiuti durante le sedute riabilitative e l'attività compiuta a
casa con l'aiuto della famiglia.
Tuttavia, anche in presenza di un
eccellente recupero nervoso, è possibile avere un risultato finale
comunque scadente, questa evenienza si può verificare nel caso in cui il
bambino non utilizzi l'arto e ne rifiuti l'identità. Al contrario,
alcuni bambini, molto volonterosi e motivati useranno il loro braccio
anche in presenza di un recupero limitato.
E' assolutamente fondamentale che le
famiglie comprendano l'importanza di una collaborazione attiva da parte
del bambino che, in assenza di questa, presenterà risultati alquanto
deludenti pur in presenza di un eccellente risultato chirurgico. In
conclusione, pur essendo scarse le pubblicazioni in merito a risultati a
lunga distanza, i dati sono incoraggianti.
La nostra esperienza, attualmente la più
lunga, ci ha permesso di valutare i nostri risultati dopo diversi anni.
Per la valutazione dei risultati abbiamo sviluppato una scala di
valutazione che viene ora utilizzata a livello internazionale.
In accordo con questa scala valutativa
questi sono i risultati.
• Per la spalla: a 4 anni i risultati sono
buoni o eccellenti nell'80% dei casi in presenza di lesioni di C5 e C6.
Nelle lesioni di C5, C6 e C7 solo nel 61% dei casi si sono avuti
risultati buoni o eccellenti. Anche in presenza di paralisi totali, a 8
anni i risultati sono buoni o eccellenti in circa il 77% dei casi.
• Per il gomito: i risultati sono sempre
buoni: anche in presenza di paralisi severe, anche complete, i risultati
buoni o eccellenti, a 8 anni, sono circa l'81%.
• Per la mano: a seguito di paralisi
completa i risultati sono abbastanza incoraggianti. Tuttavia sopo due
anni, solo il 35% dei bambini ha una mano funzionale, dopo 8 anni e
diversi interventi di trasferimenti tendinei (chirurgia palliativa), il
76% dei bambini ha una mano che può essere considerata utile.
Questo dimostra come anche le le avulsioni
delle radici inferiori debbano essere riparate e che il recupero della
mano deve costituire un obiettivo di primaria importanza. Come detto in
precedenza, questi sono solo dei risultati analitici e non sempre
riflettono la realtà dei fatti. Essi infatti non tengono conto della
ridotta crescita dell'arto affetto, delle cicatrici, la diminuzione del
controllo del braccio e tutte le difficoltà psicologiche cui, in tutti i
casi, il bambino dovrà far fronte.
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